Artisti del Teatro Regio QUINTETTO D'ARCHIArtisti del Teatro Regio QUINTETTO D'ARCHI

Artisti del Teatro Regio QUINTETTO D'ARCHI
Categoria: 
Musica classica
Quando: 
Domenica, 28. Maggio 2017 - 21:00
Prezzo intero: 
10 €
Prezzo ridotto: 
8 €

LO SPETTACOLO SI TIENE PRESSO LO CHALET ALLEMAND

Estate 1804. Un ragazzo di dodici anni va a trascorrere le vacanze presso la tenuta del Conventello di Ravenna, nella casa di una ricca famiglia del luogo. Venuto a sapere che si interessava di musica, uno dei figli più grandi – contrabbassista autodidatta – gli chiede di scrivere qualcosa per il divertimento suo e dei suoi cugini, che si dilettano a suonare il violino e il violoncello. Fu così che nacquero, su commissione di Agostino Triossi, le sei Sonate a quattro di Rossini: opere pervase da una meravigliosa freschezza melodica, in cui già si delinea l’impronta del precocissimo genio pesarese. Musica da eseguire tra le pareti domestiche, per “quartetto d’archi” ma in una versione rivisitata dell’organico classico, omessa la viola e marcato il registro grave con il contrabbasso, dato che Triossi doveva trovare spazio nella scrittura di Rossini. Ma, soprattutto, musica composta di getto, in soli tre giorni, se si vuole dar credito alla testimonianza dello stesso Rossini, contenuta in una mordace nota autocritica posta in calce alla parte per violino ritrovata anni dopo. Pubblicata da Ricordi soltanto nel 1825, l’intera raccolta (tra cui figura la Sonata n. 5 in mi bemolle maggiore) si costruisce sul modello del concerto barocco vivaldiano, con un tempo lento incastonato tra due allegri. Anziché seguire lo schema basato sul contrasto temi-tonalità, procede per successioni di semplici idee melodiche in forma ternaria. E il risultato di questi brani è quello di uno stupefacente momento creativo, non solo per l’ineccepibile livello tecnico, ma per la forte individualità che presagisce il fortunato talento creativo del futuro Rossini.

Compositore già formato e riconosciuto – appena passato alla direzione dei Reali Teatri di Napoli – fu invece il Donizetti dell’Introduzione per archi in re maggiore (1829). A quell’epoca la macchina per melodrammi agiva a pieno ritmo a causa dell’incapacità del musicista di rimanere inattivo, ma anche perché la carriera del compositore d’opera di fatto non ammetteva riposo, pause di studio, ripiegamenti introspettivi. Eppure Donizetti, nel ritmo diabolico del mercato teatrale (che accettò di tenere come forse nessun altro), riuscì a mantenere viva la lezione giovanile dello strumentalismo impartitagli dal maestro bavarese Mayr. L’interesse alle forme del camerismo era iniziato con la serie dei quartetti composti tra il 1817 e il 1821, in cui il bergamasco si compiaceva di sfoggiare la sua padronanza nella scrittura imitativa componendo alla maniera di Haydn, Mozart e Beethoven. Ma continuò anche negli anni seguenti, con composizioni “pure” come l’Introduzione, in cui il Larghetto affettuoso venato di malinconia, eseguito da violini e violoncello nei registri cantabili e sostenuto in quello grave dal contrabbasso, incontra i modi del tematismo del repertorio viennese.

Ma nell’Italia ottocentesca, dominata musicalmente dal melodramma, ci furono artisti che diedero vita a una tradizione strumentale libera da altri obblighi partendo dalle potenzialità virtuosistiche di singoli strumenti. È il caso di Giovanni Bottesini, compositore cremasco, direttore d’orchestra e virtuoso del contrabbasso: protagonista di un’intensa attività concertistica che lo rese famoso in tutta Europa, cercò di introdurre nella cultura musicale nazionale le esperienze compositive d’oltralpe. Considerato il “Paganini del contrabbasso”, Bottesini scrisse diverse opere atte a mettere in luce l’espressività timbrica di uno strumento non adeguato, come scrisse lui stesso, «ad aspirare al vantaggio degli strumenti solisti». E, tuttavia, ne è l’eccezione il Gran Quintetto per archi in do minore (1858), dove la scrittura estrosa sotto il profilo ritmico-melodico asseconda l’«urgere tumultuoso dell’invenzione» a scapito dei rigori classicistici rispettati più nei suoi quartetti. Così, mentre al contrabbasso è affidato il basamento dell’edificio armonico, al primo violino e al violoncello spettano le linee concertanti, con momenti di intenso lirismo di ascendenza operistica. Anche se non mancano inserzioni d’ispirazione zingaresca, colori e ritmi che erano nell’aria dell’Europa musicale di quegli anni, e che non erano sfuggiti al virtuoso ambulante Bottesini.

Interpreti

 

Giuseppe Tripodi violino

Tomoka Osakabe violino 

Alessandro Cipolletta viola

Relja Lukic violoncello

Davide Botto contrabbasso

 

Programma

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Introduzione per archi

Larghetto affettuoso

 

Gioachino Rossini (1792-1868)

Sonata a quattro n. 5 in mi bemolle maggiore

Allegro vivace

Andante

Allegretto

 

Giovanni Bottesini (1821-1889)

Gran Quintetto in do minore op. 99

Allegro moderato

Scherzo. Allegro ma non troppo

Adagio

Finale. Allegro con brio

TICKET OFFICE

La Biglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 presso Cirko Vertigo (Via Tiziano Lanza, 31 a Grugliasco) e la sera dello spettacolo a partire dalle 19.30. E’ consigliata la prenotazione ai numeri 011.0714488 oppure 327.7423350. E’ necessario ritirare i biglietti riservati entro le 20.30 delle sere di spettacolo. Successivamente, in caso di grande affluenza, saranno rimessi in vendita. Per questa data i biglietti non sono numerati. Biglietti in vendita sul circuito Vivaticket.it .